Undici vini, una sola regola e una scelta precisa.
L’incontro diVino di sabato 28 marzo 2026 è stato un momento di confronto più che una degustazione nel senso più rigido del termine, un esercizio di ascolto reciproco, dove l’analisi sensoriale (cit. senza sensi non ha senso) è uno strumento di ascolto del vino. Il nostro gruppo, che gli esperti chiamerebbero panel, era eterogeneo: vi dirò di più… era volutamente diversificato con figure tecniche – enologo, agronomo, sommelier, degustatore, chef – insieme ad appassionati. A loro, ai nostri winelovers, abbiamo affidato la conduzione della degustazione perchè la sola e unica regola è stata: lasciarsi guidare dalla piacevolezza.
Questa è una scelta precisa: ricordarci che il vino,
alla fine,
vive nel bicchiere di chi lo beve.
Metodo semplice, approccio libero
I vini sono stati serviti rigorosamente alla cieca, suddivisi in tre batterie (4 + 4 + 3 campioni). Ogni batteria ha avuto il suo tempo di confronto, di discussione, di dubbi e intuizioni condivise. Nessuna ricerca della perfezione tecnica fine a sé stessa e nessuna attenzione a etichetta, alcool o annata (svelati solo alla fine).
Solo una domanda, semplice e disarmante: “Questo vino mi piace?”
Alla fine abbiamo votato. Ma senza classifiche da raccontare qui. Ed è proprio in quella risposta – diversa per ciascuno – che il vino trova il suo senso più autentico.
Il vino, poi, torna relazione
Dopo l’ultima batteria, la nostra mattinata si è conclusa con un momento conviviale, dove il confronto ha lasciato spazio al piacere dello stare insieme.
Incontri diVini continua così: non come un esercizio di stile, ma come uno spazio reale.
Dove il vino si degusta, certo. Ma soprattutto si condivide.
Condivido le mie note di degustazione per completezza e, soprattutto, per valorizzare il lavoro di chi, il vino, lo ha prodotto. Non sono state richieste né fanno parte dello svolgimento dell’incontro: Incontri diVini non nasce come una degustazione tecnica strutturata, ma come un momento di confronto e di esperienza. Sono quindi un mio esercizio stilistico.
Si parte con La Frassina – Ghebo Merlot 2018, un vino già in fase evolutiva. Rubino con riflessi granati, luminoso. Al naso emergono subito note evolutive: richiami ematici e ferrosi, seguiti da un frutto maturo che vira verso la prugna e leggere sfumature speziate. In bocca è morbido, con tannino ormai levigato e una freschezza ancora presente che sostiene un sorso armonico e coerente.
Il secondo campione, OddBird Wine dealcolato (Merlot + Pinot Nero), rompe gli schemi (lo abbiamo chiamato “l’intruso”). Più tenue, segnato da una certa ossidazione e da una percezione quasi abboccata. Una condizione non casuale: il vino è stato volutamente conservato per alcuni anni, pur non essendo pensato per l’invecchiamento, proprio per osservare come evolvesse nel tempo. Un assaggio che divide e apre il confronto: quanto cambia l’identità quando si modifica la struttura?
Con Tenuta Maddalena – La Pietra Cabernet 2021, di un bel rubino brillante, emergono piccoli frutti rossi e note floreali di viola, accompagnati da una delicata componente vegetale. In bocca è dinamico, con una freschezza viva e un tannino presente ma ben integrato. Chiude su sensazioni speziate e leggermente vegetali.
Ultimo nella prima batteria Torre Civette – Civetta Brava 2021, dal colore intenso e compatto. Il profilo è dominato da una componente vegetale marcata, con note di peperone e frutto scuro. In bocca è deciso: tannino importante, buona freschezza e una struttura che accompagna una chiusura lunga e coerente.
Azienda Punto Zero – Virgola Syrah 2015 segna un cambio di passo: rubino profondo, il naso è intenso e caratteristico – pepe nero, liquirizia e spezie scure. In bocca è pieno, caldo, con una trama tannica importante e una struttura ampia. Un vino di carattere, che punta su potenza ed espressività.
Segue Torre Civette – Civetta Brava con l’annata 2020. Qui il rubino ha accenni granati. Il naso si muove tra note terziarie e speziatura dolce (vaniglia, cannella), con un sottofondo vegetale. In bocca è pieno, con una buona persistenza e una leggera divergenza tra naso e palato che stimola il confronto.
Con La Frassina – Ciaro del Turco Cabernet Sauvignon 2018 si entra in una dimensione più “tecnica”. Rubino intenso e brillante. Profilo elegante e composto: piccoli frutti, viola, erbe aromatiche e una speziatura fine. In bocca è equilibrato, con tannino presente ma misurato e una freschezza che ne allunga la prospettiva. Un vino preciso, pensato per evolvere.
L’annata 2020 di Torre Civette – Cabernet Franc chiude la batteria. Rubino con riflessi granati. Al naso emergono note terziarie, cacao e un vegetale più maturo. In bocca è elegante, con una buona integrazione del legno, tannino presente e una chiusura armonica.
Cadei Maghi – Blend n.3 2019 apre con un colore più tenue ma una bella complessità. Il colore è più tenue, ma brillante. Il naso è fine: piccoli frutti rossi, spezie dolci e leggere note balsamiche. In bocca è dinamico, con freschezza e una speziatura vivace che accompagna la persistenza.
Torre Civette – Cabernet Franc questa volta con l’annata 2021, mostra un carattere più giovane e intenso, dal rubino intenso e profondo. Il naso inizialmente chiuso, si apre con l’ossigenazione nel bicchiere a note floreali e frutto scuro. In bocca è strutturato, con tannino deciso e una buona freschezza. Un vino che lascia intravedere un interessante potenziale evolutivo.
Chiude Azienda Punto Zero – DiMezzo 2018 struttura, profondità e una chiara vocazione all’evoluzione. Rubino intenso. Il profilo è complesso: spezie, liquirizia, note vegetali e una componente agrumata che ricorda il chinotto. In bocca è ampio, caldo, con tannino importante e una struttura solida. Un vino profondo, pensato per il tempo.
E tu? Vuoi far parte del prossimo Incontro diVino?
Rimani in contatto con noi: potresti essere proprio tu nel prossimo panel.
Un grazie va alle aziende che si sono “prestate” a questo Incontro diVino, mettendo a disposizione i loro vini con spirito di condivisione e apertura. Eccole di seguito:
La Frassina
OddBird free from alcool
Tenuta Maddalena
Torre Civette
Ca dei Maghi
PuntoZero
È anche grazie a loro se questi momenti possono esistere, crescere e continuare a generare confronto.








